Three little birds

Manco da un po’, da ottobre a oggi sono capitate molte cose che posso però riassumere in una sola in quanto motore di tutto: mi sono licenziata.

Sì non lavoro più all’Opificio della Nullezza da qualche giorno prima di Natale, ultimo giorno il 20 e poi mi dite che i Maya avevano torto? Non mi sono licenziata perchè ho trovato un altro lavoro – anche se adesso ne ho uno – mi sono licenziata semplicemente perchè non avevo altra possibilità, e no, non parlo di mobbing.

Il mio percorso lì era finito, non crescevo più, anzi mi ripiegavo su me stessa, mi mortificavo e cominciavo a vedere le cose in quel modo tremendo e autoreferenziale che hanno le persone che perdono la prospettiva di sé come individui proiettandosi nel solo ruolo del lavoratore.

Avevo perfino smesso di dormire la notte mi ci è voluto più di un anno per capire che era quello il motivo, adesso la mattina mi serve nuovamente la sveglia, pare una cazzata, ma non lo è.

Avevo preso la decisione di licenziarmi da un po’,  ma quando l’ho detto per molti è stata una sorpresa. Chi mi ha semplicemente salutata, chi mi ha fatto gli auguri e chi si è prodigato nello psicoanalizzarmi per trovare i motivi della mia dipartita, ovvero mi ha spiegato i motivi per cui lui resta, ma il mondo va così.

Non sono una pazza furiosa incosciente, l’ho fatto ora perchè le mie condizioni familiari ed economiche me lo permettono, ma anche perchè se non decidi un momento per farlo non lo farai mai.

Adesso ho un lavoro a termine, dove non ci sono possibilità di rimanere e forse neppure vorrei. Adesso mi sento di nuovo bene, sento che posso fare e andare avanti, là la vita mi sembrava finita e ditemi quello che volete sulle soddisfazioni extra-lavorative ma se stai male al lavoro dove passi metà ( e oltre ) del tuo tempo vigile la vita fuori ne risente eccome.

Era l’universo che me lo chiedeva ossessivamente, ma non vi dico come e attraverso chi, credetemi non siete pronti !!

Annunci

la Regina

Interno mattina, sottofondo LittlePony – sì vediamo i cartoni all’alba, mammina e papino necessitano di caffè in pace.

….

Figlio ” io sono una regina “

MiB ” certo che tu sei una regina, come Freddie Mercury, volesse il cielo ! “

segue Somebody to Love in versione domestica raccapricciante, Freddie non guardare alla nostra intonazione ai nostri peccati ma alla fede della tua Chiesa.

se fra 30 anni vedete una mamma anziana che piange al Wembley Stadium spero di essere io.

in da kitchen

Ho iniziato a vagare nel mondo dei blog partendo dal  food, forse cercavo una ricetta vai a sapere.

Cucinare, non dovessi farlo tutti i giorni forse mi piacerebbe pure, è un modo di creare molto immediato, il risultato buono o cattivo arriva velocemente così come i commenti dei commensali. Ho una passione per la cucina etnica, d’altra parte vivo nella terra del tajarin dove “buono come da noi altrove mai”, non vi orecchia tipo la fruttadiggiù ilpescediggiù, tutto il mondo è paese, ma non divaghiamo.

inauguro oggi in da kitchen, non vi propongo una ricetta rivisitata da me, ci mancherebbe solo quello! vi lascio il link alla ricetta trovata e provata con la foto del mio risultato.

Questa primo post è figlio di una necessità di casa mia: trovare la ricetta  dell’ hummus perfetto.

E’ un inseguimento che dura da un po’.  Il risultato sperato era lontano.

C’è un blog americano che mi piace molto, molto seguito, non scopro nulla nulla io. A cup of Jo ciclicamente propone delle ricette con l’ironico titolo  ” The Best XXX You’ll Ever Have “,  sono spesso rivisitazioni di ricette molto note o piatti tipici di mezzo mondo.

Dove sta l’ironia? nel fatto che la padrona di casa Jo non esegue la ricetta, ma ospiti qualcuno che appunto offre al lettore la propria miglior ricetta di.

Ecco quindi  The Best Hummus You’ll Ever Have !

E’ veramente delizioso, forse un po’ americano e meno mediorientale ( qui la versione ortodossa di claudia roden ), ma a me e a MiB è piaciuto, e purtroppo devo ammettere che aver usato ceci secchi ammollati ha fatto la differenza fondamentale rispetto ai tentativi precedenti in cui mi ero incaponita ad utilizzare quelli in scatola.

In medio mediocritas

 
la schiavitù è giustificata dalla disuguaglianza naturale degli uomini: gli schiavi sono strumenti animati che col proprio lavoro permettono agli uomini liberi di dedicarsi ad altre attività tra cui la contemplazione della verità.        Aristotele
                                                                                                                                                                               

questo post lo penso da molto, in realtà non il post, ma il succo della faccenda.

lo penso da molto e ho iniziato a scriverlo più di una volta, poi l’ho sempre cancellato perchè non mi sembrava efficace, la mente fa giri larghi e mi sembrava dispersivo il discorso.

Non è che oggi le cose siano particolarmente cambiate, se avete voglia potete provare a seguire il delirio.

Oggi leggo che le commesse – perchè a quanto pare con tutte donne eh – faranno sciopero per protestare contro il lavoro domenicale.

Seguo saltando qui e là nel variegato mondo social i vari commenti, la maggior parte sostiene che con questa crisi se si lavora bisogna già dire grazie. Trovo il commento un pochino qualunquista, ma ok ci potrebbe pure stare: quando però leggo che ” beh sarà mica che le commesse non vogliono lavorare di domenica ma avere i centri commerciali, i cinema e i supermercati aperti ” e ” che quando c’è da lavorare si lavora zitti e pedalare e che se non ti va bene, se vuoi i week end liberi inventati un’altra vita” ecco qui mi irrito.

Anzi no, mi incazzo.

Dicevo in testa che ho già riscritto questo post molte volte anche se la faccenda delle commesse è di oggi, perchè questa questione affiora con diverse forme spesso, molto spesso nel web.

Non sei soddisfatto? vattene, vuoi di più? mettiti in proprio, hai un’idea? crea una start-up.

Tutto bello basta avere una professionalità che lo consenta, o il tempo di crearsela; certo se poi essere brillanti, autopromozionali ed empatici non vi fa difetto è meglio, magari poi se non avete timori di saltare nel vuoto e siete incrollabilmente fiduciosi in voi stessi il gioco è fatto.

Ora vi chiedo vi sembrano doti e competenze da tutti? e tutti quelli, me compresa, che hanno professionalità di nicchia o inesistenti che fanno? quelli che fanno gli impiegati passacarte? non dico quelli che se ne approfittano, ma quelli che per limite di capacità naturale arrivano solo fin lì e non plus ultra?

Ecco io ci penso, se non sono brillante se non ho voluto studiare, se sono una capra naturale il mio destino qual è fare da schiavo agli altri? a chi guadagna di più? a chi ha un lavoro prestigioso? o anche solo un lavoro di concetto dalle 9 alle 5?

Capisco le commesse che non vogliono lavorare tutte le domeniche, ci trovate qualcosa di veramente strano nel voler avere i week end liberi? lo so molti hanno lavorato di domenica, pure io, ma avremmo voluto continuare tutta la vita? Io no, non vorrei barattare il sabato o la domenica con un giovedì o un martedì, perchè i giorni di festa nella nostra società sono le domeniche non ci sono cazzi. Non lavorare mentre gli altri lo fanno, non è la stesa cosa di lavorare mentre gli altri non lo fanno.

Non tutti possiamo cambiare o reinventarci, ” fare altro ” per il semplice motivo che non ne siamo in grado, nemmeno volendolo.

La risposta quale dovrebbe essere quindi se sei senza qualità ti restano i lavori di pala e picco, falli e non rompere i coglioni ai “superiori”, al limite ti retwitto la foto mentre protesti, ma poi carino torna a sgobbare che mi devo comprare le calze da Calzedonia di domenica alle 14.15, come dici carino? hai un figlio che non vedi mai? adesso firmo la petizione online per la riapertura dei collegi infantili.

E se domani i coglioni li rompessero a noi fortunati impiegati o lavoratori autonomi con possibilità di programmare il we?

Quando sono stata in Danimarca tutto il mio stupore era per i negozi chiusi alle 19 – se non alle 18.30 – dal lunedì al venerdì e il sabato chiusi il pomeriggio e per tutta la domenica. Ora qui l’impiegato – o similia – come me dirà e come si fa a fare la spesa e le commissioni? applichiamo lo stesso principio che applicano alle commesse: cazzi tuoi, ti arrangi.

ti arrangi e quando esci dal lavoro non cazzeggi, ma vai di filato a fare la spesa e il sabato mattina metti la sveglia muovi il culo e vai a fare quello che devi.Eliminiamo la mensa dalle scuole e facciamo ai bambini il cestino, cosa? voi non cucinate e vivete di kebab sotto casa? cazzi vostri arrangiatevi  vorrà dire che cucinerete la sera dopo il kebab.

come dite? che rottura di cazzo? aspettate che lo retwitto.