torno a casa

caro word press mi hai chiesto 18€ per il dominio,l’ho preso convinta di eliminare la pubblicità che mi avevi rifilato a mia insaputa. L’hai tolta dalla home,ma non dai post che mi hai detto dopo non son del tutto miei e lì tu hai diritto a mettere della pubblicità, se non la voglio ti devo ancora 30€ per anno.

Ciao torno a casa: http://pentapata.blogspot.it/

liberiamo una ricetta: plas !

Ecco la mia ricetta, sì lo so è un panino, ma anche qui ci sono gli ingredienti quindi a pieno titolo questa è una ricetta, anzi una videoricetta!

P.L.A.S.

pane

labna, ottenuta da yogurt e sale lasciato riposare in un setaccio

salmone affumicato

avocado

buon appetito, accompagnare con un bicchiere di dolcetto.

p.s. la paperetta si chiama Anselma

“Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia. Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web“.

15 minutes of fame

mettete di avere l’ambizione di fare da grande l’attore, mettete di prendere casa in un condominio di impresari del mondo dello spettacolo, voi beh sì site simpatici forse perfino bravini, certo volenterosi ed appassionati.

Mettete che gli impresari non vi si filino pur conoscendo il vostro sogno di gloria.

Mettete che un giorno gli attori professionisti vengono rapiti dagli alieni e condotti lontano dal pianeta e i pochi superstiti abbiano cachet inarrivabili per la maggior parte degli impresari.

Mettete allora che improvvisamente i vicini di casa in ascensore vi rivolgano la parola, vi sorridano, vi chiedano dei vostri figli, parteggino per voi, beatifichino le vostre opere. Mettete che poi, beh facendo un’ eccezione, diano, a lo fanno per voi, un’ occhiata al fuoco sacro che vi divora e indovinate un po’ ? gli piace !

mettete quindi di trovarvi su un palco e di esserci gratis, perchè pensate che alla fine dopo tutto voi non siete veri attori, che solo il gusto di esserci sia sufficiente.

e mettete che in un momento riusciate a vedere in prima fila gli impresari, che ridono in un teatro pieno di un pubblico dubbio, peccato che voi recitiate una tragedia.

p.s. a scanso di equivoci sappiate che a giorni alterni vorrei fare l’attrice.

Vorrei

…..essere una di quelle magrizzime con il dolcevita nero di lana* e i capelli lunghi, ma nessuno – e dico nessuno – ramingo sulla maglia abbandonato dalla cute. Una di quelle che ti guardano con occhi da cerbiatto che dicono ” forse sì, anzi no, tu il mio mondo interiore non solo non lo puoi capire, ma manco vedere dal muro di cinta ” .

Una di quelle carismatiche, ma soprattutto fighe, o cesso ma che si credono fighe perchè nessuno ha il cuore di dirglielo, ma anche sorda nel caso qualcuno lo avesse.

Invece negli ultimi tempi salto i preliminari, sbraco subito, se reggi bene, altrimenti amici come prima; datemi cinque minuti cinque e vi butto su un clima da caserma dove le gare di rutti sono robe da ragazze velate di clausura.

Vorrei essere misteriosa e tormentata invece sono cazzara.

* e non puzza di cane.

Three little birds

Manco da un po’, da ottobre a oggi sono capitate molte cose che posso però riassumere in una sola in quanto motore di tutto: mi sono licenziata.

Sì non lavoro più all’Opificio della Nullezza da qualche giorno prima di Natale, ultimo giorno il 20 e poi mi dite che i Maya avevano torto? Non mi sono licenziata perchè ho trovato un altro lavoro – anche se adesso ne ho uno – mi sono licenziata semplicemente perchè non avevo altra possibilità, e no, non parlo di mobbing.

Il mio percorso lì era finito, non crescevo più, anzi mi ripiegavo su me stessa, mi mortificavo e cominciavo a vedere le cose in quel modo tremendo e autoreferenziale che hanno le persone che perdono la prospettiva di sé come individui proiettandosi nel solo ruolo del lavoratore.

Avevo perfino smesso di dormire la notte mi ci è voluto più di un anno per capire che era quello il motivo, adesso la mattina mi serve nuovamente la sveglia, pare una cazzata, ma non lo è.

Avevo preso la decisione di licenziarmi da un po’,  ma quando l’ho detto per molti è stata una sorpresa. Chi mi ha semplicemente salutata, chi mi ha fatto gli auguri e chi si è prodigato nello psicoanalizzarmi per trovare i motivi della mia dipartita, ovvero mi ha spiegato i motivi per cui lui resta, ma il mondo va così.

Non sono una pazza furiosa incosciente, l’ho fatto ora perchè le mie condizioni familiari ed economiche me lo permettono, ma anche perchè se non decidi un momento per farlo non lo farai mai.

Adesso ho un lavoro a termine, dove non ci sono possibilità di rimanere e forse neppure vorrei. Adesso mi sento di nuovo bene, sento che posso fare e andare avanti, là la vita mi sembrava finita e ditemi quello che volete sulle soddisfazioni extra-lavorative ma se stai male al lavoro dove passi metà ( e oltre ) del tuo tempo vigile la vita fuori ne risente eccome.

Era l’universo che me lo chiedeva ossessivamente, ma non vi dico come e attraverso chi, credetemi non siete pronti !!